Il crisantemo è un fiore particolare. Qui, in Italia, è associato alla festa dei defunti – si dice per via del fatto che fiorisca proprio intorno al periodo dell’anno in cui si celebra questa ricorrenza. In Oriente e nei paesi anglosassoni, invece, il crisantemo è il fiore della gioia e della vita.
Un fiore da festeggiare
In Giappone, dove è il simbolo imperiale e il fiore nazionale, viene ampliamente celebrato nella festa Kiku no sekku (Giorno dei crisantemi) che si tiene il nono giorno del nono mese e ha molto a che fare con lo splendore, la longevità e l’abbondanza.
Cresce in zone con clima caldo-temperato e il nome, di derivazione greca, significa letteralmente fiore d’oro: moltissime varietà hanno infatti il colore del sole e ne richiamano il concetto di vita.
Colorato e colmo di petali, è un fiore capace, nelle sue varie tonalità di scaldare ogni ambiente e ogni cuore. Può indicare un’amicizia profonda e sincera o un affetto trascurato per il quale si chiede scusa (giallo), un amore travolgente (rosso), ma anche purificazione o felicitazioni per un nuova creatura nata (bianco).
Boccioli gialli, un mood
Il crisantemo è un fiore che ha sempre catturato il mio interesse, per il suo aspetto delicato eppure sicuro e in qualche modo perentorio. Per i colori e i significati molteplici e le varietà – circa 200 – che esistono e si differenziano non soltanto per delle piccolezze.
È un fiore che si regala in modo atipico nel nostro paese, ma quando torno a casa con un mazzo di crisantemi gialli sono la persona più felice al mondo.
Per me, corrisponde a un modo di comunicare che sì, sono stanchissima dopo una settimana di lavoro e sì, ho tralasciato delle cose ma l’affetto per la mia casa e le persone che ci vivono dentro è solido e infinito, come il nostro rapporto. E va festeggiato.
Conclusione della giornata tipo: sistemare i crisantemi in un vaso
Quindi, quando ce n’è occasione e mi sento stravagante il giusto, prima di tornare a casa passo a comprare un mazzo di crisantemi oro e sorrido per tutto il viaggio in treno con il naso immerso nelle corolle.
Poi, arrivata finalmente a casa, mi tolgo le scarpe con una mano sola saltellando su un piede e corro a mettere in un bel vaso di vetro, di quelli che hai da sempre e te ne ricordi da quando sei bambina, i miei adorati crisantemi.
Li contemplo scomponendomi su una sedia mentre rifletto su cosa fare per cena e l’unico altro pensiero per cui c’è spazio è questo: “wow, come sono belli, come sono contenta”.
C’è un fiore di cui non ricordi il momento in cui ti ha rubato l’occhio, ma poi sai bene che si è piantato indelebilmente e in profondità nel tuo essere?

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