Poche fronde senza fiori è un progetto che nasce per caso ma a cui ho pensato a lungo.
Il tentativo è quello di conciliare e mettere in dialogo, in questo luogo metafisico, le mie diverse anime, le mie passioni e il mio lavoro per arrivare a costruire un legame, un punto d’incontro e scontro con chi s’imbatte nelle mie parole.
Perché la scrittura e i fiori
I libri, gli anime e i manga mi accompagnano da sempre. Il fervore per i videogiochi si è affacciato subito dopo e negli ultimi anni ha preso sempre più piede.
La scrittura invece, così come la voglia e il bisogno di creare racconti, sono due pilastri fondamentali della mia vita quotidiana.
Ho provato a privarmene, a farne a meno, ma come il cibo e la musica, mi sono indispensabili.
L’interesse che nutro per i fiori è superiore a quello che solitamente provo per le persone, eppure, come dimostrato in questo blog, ci sono delle eccezioni.
Il linguaggio segreto delle piante continua ad affascinarmi e i loro colori e odori mi rapiscono totalmente, portandomi spesso altrove. È un altrove diverso da quello in cui finisco alle tre di notte, ma è denso e vivo allo stesso modo.
Il nome di questo blog è una citazione diretta del nome, che mi ha conquistata, dell’opera di Luigia Emanuel Saredo.
Il contrasto con quest’opera e una sezione dedicata ai fiori è presto spiegato: poche fronde senza fiori è come io mi approccio e vorrei arrivare alle persone.
In evoluzione, fresca, puntinata di qualche bocciolo che ancora deve vedere il picco della sua fioritura.
Chi sono
Mi chiamo Deianira Vaccaro e sono una copywriter. Ogni tanto rivesto il ruolo di scrittrice, altre volte quello di social media specialist e art director.
Poche, sane relazioni, il cibo e quello di cui ti ho parlato finora sono il motivo della mia esistenza e la bellezza che ci vedo. Ah, senza dimenticare il ricamo.
Se vuoi contattarmi, puoi farlo qui: deianiravaccaro@gmail.com

Deianira Vaccaro
Viaggi, musica,
cibo e poche ma sane relazioni, sono l’obiettivo e la ragione
della mia vita. In lista tra le cose assolutamente da fare prima
di morire c’è plasmare qualcosa con la ceramica.